Intorno al Monte Tezio - MTB

Difficoltà: Mountain Bike: M Dislivello: m. 600 salita/discesa Tempo di percorrenza: 3,3 ore Lunghezza: km 18,36


Come arrivare al punto di partenza del percorso

La partenza avviene dall'area di parcheggio che si trova ai piedi del Parco di Monte Tezio, per raggiungere la quale, provenendo da Perugia o da Magione, dopo aver attraversato il centro abitato di Colle Umberto I in direzione Umbertide, percorsi circa 500 metri si devia a destra, all'altezza dell'area verde prospiciente gli edifici scolastici e si prosegue salendo lungo la comunale di Compresso per circa 3 km.

Come arrivare - indicazioni stradali


Descrizione itinerario

Nella parte alta del parcheggio, si svolta a sinistra lasciando la strada comunale di Compresso e si percorre la vicinale Pantano - Pieve Petroia, una strada pedemontana che ricalca parte dell'antico tracciato viario etrusco che collegava Perugia con Camucia (Cfr. Matteini Chiari: La tomba del Faggeto in territorio perugino - De Luca Editore 1975, pagg. 16, 17, 18). Dopo un tratto in discesa tra boschi ed oliveti ed una sempre più rara presenza di abitazioni, si prosegue su un percorso ondulato ma abbastanza agevole fino a giungere, al termine di una breve discesa, all'incrocio con la comunale che proviene da Maestrello. Subito dopo aver svoltato a destra si nota sul lato sinistro, un agglomerato comprendente la piccola Chiesa di S. Gratignano, di cui si scorge il bel campanile a vela. Sulle sue misteriose origini, da alcuni antichi documenti ecclesiastici, si sa solamente che era chiamato S. Gricignano e che dipendeva dal Capitolo della Cattedrale, fin dal 1163.

Si prosegue lungo una leggera salita al culmine della quale si trova un insediamento rurale con annesso allevamento di bovini, superato il quale si procede in discesa, attraverso campi coltivati, fino a giungere a S. Giovanni del Pantano, piccola frazione sulla provinciale per Pierantonio. La Chiesa parrocchiale, che reca segni della sua antica origine medioevale, presenta affreschi realizzati nel 1948 dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori. (Cfr. S. Giovanni del Pantano e il suo intorno - E. Polla 1997, pagg. 31, 32, 33, 34, 35).

Si è costretti ora, svoltando verso destra, a percorrere un tratto della strada provinciale, per circa 600 metri, prima in pianura e poi in leggera discesa, fino a raggiungere ed imboccare il primo bivio sulla destra; ci si trova sulla strada vicinale pedemontana che conduce a Migiana di Monte Tezio costeggiando il lato est della montagna, attraverso un paesaggio suggestivo ed una natura che appare tuttora selvaggia. Alzando lo sguardo sulla sinistra appare la possente mole del Castello di Antognolla che si erge con le sue torri e le sue mura merlate al culmine della collinetta che sovrasta la vallata circostante con gli estesi campi da golf. Il passato di questo castello, la cui suggestiva bellezza riesce a prevalere su tutto ciò che in tempi recenti è stato costruito al suo intorno, è denso di importanti avvenimenti e popolato di personaggi che hanno fatto la storia dì Perugia e non solo. Alcune fonti fanno risalire la sua origine al 1174 (Cfr. Castelli, Fortezze e Rocche dell'Umbria - D. Amoni - Quattroemme, pag.183; S. Giovanni del Pantano e il suo intorno - E. Polla - Grifo 1997, pag. 184). 


Superata una catena tesa di traverso, ci si avvia sulla strada asfaltata che si inerpica fra boschi di querce, carpini, ornielli ed altre specie tipiche della macchia mediterranea, dopo alcune curve si giunge in prossimità di un viottolo, sulla sinistra, che porta al vicino, piccolo cimitero del Ranco situato su un ameno pianoro. Dopo un altro breve tratto in salita la strada torna a farsi pianeggiante o leggermente ondulata; si supera sulla sinistra un casale recentemente ristrutturato, casale Pavia, oltre il quale, a sinistra, si raggiunge il bivio della strada che conduce alla sottostante chiesa di Murlo Vecchio intitolata a S. Savino, già esistente nel XV Sec. e ristrutturata nel 1784 dai proprietari conti Oddi. 


Questa strada, ricalca l'antico tracciato etrusco che costeggiava ad est la sottostante valle del Tevere (Cfr. Matteini Chiari - La tomba del Faggeto in territorio perugino - De Luca Editore 1975, pag. 17). Più in lontananza si scorge il complesso del palazzo Guglielmi già facente parte, nel XV Sec., dei possedimenti della famiglia Oddi; al suo interno si trova una piccola chiesa dedicata a S. Biagio. Procedendo ancora su tratti con leggere ondulazioni, attraverso una fitta boscaglia, il paesaggio appare in tutta la sua incontaminata bellezza. 


Si supera sulla sinistra un primo casale in pessime condizioni denominato Pié di Monte ed uno successivo denominanto Valle Cupa, che prende il nome proprio dalla zona che si sta attraversando. Percorso ancora un altro tratto e superata una nuova catena, si giunge in località Fontenova, il cui nome trae origine dalla costruzione di una antica fonte per l'approvvigionamento delle abitazioni circostanti. Alzando lo sguardo verso Monte Tezio si scorge la Croce di Fontenova; costruita in legno e collocata nell'anno 2000 ad opera dell'Associazione Culturale Monti del Tezio, con la collaborazione del CAI di Perugia e del gruppo parrocchiale di Madonna Alta, in sostituzione di quella precedente, ormai irrimediabilmente deteriorata, originariamente posta da Michele Disco, contadino del luogo, nel 1930. Poco più avanti, sulla sinistra, si trova un cancello posto all'inizio della strada che conduce al castello di S. Giuliano. Imponente fortificazione situata al culmine di una collinetta dominante la sottostante valle del Tevere, è attualmente ridotto a poco più di un rudere sommerso dalla vegetazione, ma l'aspetto austero ed imponente fa intuire l'importanza della sua destinazione originaria, risalente al XII Sec. 


Proseguendo, dopo aver costeggiato sulla sinistra un piccolo cimitero, si raggiunge poco dopo, la frazione di Migiana di Monte Tezio, la cui chiesa dedicata ai Santi Pietro e Biagio è citata nel codice di Censo Camerario, scritto nel 1191, ma che secondo alcune fonti era già esistente nel 1163.

Superata una breve salita, sulla destra, fra due piccoli fabbricati, si diparte il sentiero che conduce al castello di Procoio, possente costruzione fortificata medioevale attualmente in fase di ristrutturazione. Si prosegue su un percorso ondulato mentre sulla sinistra si apre uno stupendo panorama che spazia dalle colline e valli circostanti alla più lontana catena appenninica; dopo circa 1200 metri si devia sulla destra, attraversando un piccolo cancello verde posto all'inizio del sentiero che sale attraverso il bosco; superato il primo tratto di tipica macchia mediterranea ci si inoltra fra magnifici esemplari di castagni secolari, ad alcuni dei quali la natura ha donato un aspetto particolarmente curioso. 


Al termine della salita, usciti dal bosco, si sbuca in un'ampia area prativa contornata sulla destra, dalla folta boscaglia che ricopre il fianco del Monte Tezino. Di fronte appare in tutta la sua austera bellezza il Romitorio di Monte Tezio, eremo Camaldolese risalente al XIII Sec., recentemente restaurato ed adibito a sede di azienda agrituristica. Il luogo merita una sosta per goderne tutta la suggestione ed anche per ammirare l'ineguagliabile panorama che spazia dalle cime appenniniche a nord est, al lago Trasimeno ad ovest. Lasciato alle spalle con un po' di rammarico questo posto incantevole si imbocca la ripida discesa al termine della quale si svolta a destra sulla strada asfaltata che, dopo un breve tratto in discesa, su fondo nuovamente sterrato inizia a salire. 


Si costeggiano estesi oliveti e campi coltivati, in un'area punteggiata di rari casolari rurali e fattorie, tipici dell'antica storia mezzadrile di questo territorio. La mole imponente del Monte Tezio domina e protegge il percorso. Giunti all'altezza di un vecchio casolare sulla destra, "Casa Massole", si prosegue ancora per un breve tratto fino ad imboccare il primo bivio a sinistra, scendendo poi fino ad attraversare il fosso di Colognola e risalire raggiungendo a breve distanza un altro casale dal solido aspetto, "Case di sotto", caratterizzato da rifiniture in pietra arenaria particolarmente evidenti sul balcone della scala esterna, tipico della architettura rurale di queste zone. 


Pochi metri oltre, incrociata la strada proveniente da Colognola, si svolta a destra in salita, raggiungendo subito dopo un altro agglomerato "Case di sopra", che comprende una piccola torre di pregevole architettura medioevale e che, come il precedente, presenta interessanti inserimenti in pietra arenaria. Da qui ha inizio la Valserena che risalendo, fiancheggia il lato sud - ovest della montagna. La strada procede in moderata salita fra oliveti e tratti di bosco, per poi tornare pianeggiante e, dopo circa 600 metri, raggiungere ancora un casale "Casa Trosca", sovrastato da un pino di notevoli dimensioni. 


Si procede svoltando a destra su un tratto pianeggiante ancora fra oliveti e campi coltivati fin quando la strada inizia a salire e si cominciano ad incontrare alcune case su entrambi i lati; i campi lasciano il posto ad orti e giardini, segno tangibile di una maggiore presenza abitativa. Dopo poche centinaia di metri si giunge in uno spiazzo alla cui sinistra è posta un'edicola sacra dedicata al Crocifisso della Valserena; da qui, proseguendo su un percorso fattosi pianeggiante, si giunge al luogo di partenza.

Itinerario proposto da: Associazione culturale Monti del Tezio.