L'anello di Monte Malbe

Difficoltà: E Dislivello: m.482 Tempo di percorrenza: ore 3,00 Lunghezza: km 11,900


Come arrivare al punto di partenza del percorso

Si raggiunge in auto la località S. Marco, a nord di Perugia, e si prosegue verso la località Cenerente fino al bivio a destra per la località Monte Malbe, si sale seguendo la strada asfaltata fino ad un bivio con una strada sterrata in prossimità del muro di recinzione del convento dei frati cappuccini. Si sale per la sterrata fino al primo bivio (Villa Galletti) dove si può parcheggiare.

Come arrivare - Indicazioni stradali


Descrizione itinerario

L’escursione proposta è un inno al verde e al bosco, con i suoi sopiti rumori e i suoi profumi, ed è sorprendente così vicino a Perugia e alla sua periferia.
 

L’itinerario attraversa, e spesso sembra forare, un’oasi di fitta macchia mediterranea, dove a tratti predomina il leccio, in altri la roverella e in altri ancora il castagno. Nella vastità della selva, le solatie radure con begli scorci sulle valli e sui monti vicini, sono rare e per questo più luminose e preziose. Il primo tratto del percorso segue in salita la stessa stradabianca, che in breve raggiunge il punto più alto dell’escursione (620 m) (sent. 401). Si attraversano successivamente una lecceta, una zona di coltivi, un castagneto e un querceto tra i quali, di tanto in tanto, appare un bel panorama d’insieme sulle numerose gobbe boscose che costituiscono il monte.
 

Dopo 1,6 km si giunge al Podere Le Trosce con una vecchia grande casa colonica e alcuni annessi agricoli. Dopo altri 100 m, nei pressi di una tabella, si lascia la strada principale deviando a destra su strada campestre, che gira intorno alla corte del podere. Ora si scende in un bosco di lecci; si tiene la sinistra al successivo bivio (ben segnalato come le successive deviazioni) e, raggiunto un impluvio, si comincia a risalire, fino ad immettersi a destra su una strada campestre in discesa.
 

Qui il bosco misto è sovrano: non c’è alcun segno dell’uomo fuori del viottolo. Si continua sul sentiero principale, andando dritti al successivo bivio, mentre dopo 3,00 Km si piega nettamente a destra in un bosco di lecci. Dopo ulteriori 350 m ci si immette a destra su strada bianca carrabile che proviene da Corciano, per lasciarla poco dopo, deviando a sinistra su uno stradello ben segnalato. Siamo non lontani dal Romitorio, le cui mura compaiono improvvisamente a destra tra gli alberi. Vale la pena deviare a destra in uno degli stretti viottoli che vi si avvicinano per osservare la sua struttura e l’elegante cortile. Purtroppo non è visitabile internamente.
 

Poco al di sotto del Romitorio si giunge ad un bivio (3,65 km dall’inizio) in cui bisogna seguire il sentiero di sinistra che scende ripidamente, mentre dopo 4,45 Km si ripiega nettamente a destra (sent. 411). Siamo a quota 396 m, uno dei punti più bassi dell’itinerario. Al km 5 si va diritti. In questo tratto compaiono a destra due “trosce” (raccolta di acqua piovana o di sorgente) una delle quali di muratura ma in cattivo stato di conservazione. In questo tratto il sentiero sale piuttosto ripidamente, raggiungendo quota 506 m (6,15 km dall’inizio), dove si immette su un bel sentiero che bisogna imboccare a sinistra. Ignorando una prima deviazione, si giunge ad un bivio, in cui si lascia il sentiero principale per deviare a sinistra su sentiero più piccolo in discesa.
 

Continuando diritti su questo sentiero, ogni tanto tra gli alberi a sinistra si aprono delle finestre panoramiche che mostrano i bei contorni di Monte Acuto e di Monte Tezio. Dopo 7,35 km dall’inizio, si giunge ad un quadrivio importante, si va a destra in leggera salita; dopo 50 m si va ancora a destra in salita ancora più accentuata, per poi piegare subito dopo nettamente a sinistra, dove ci aiuta una tabella esplicativa. Per circa 1 km si procede ignorando sentieri e deviazioni secondarie, con begli scorci ancora su Monte Acuto e su Monte Tezio, giungendo ad un bivio, contrassegnato da una bella e grande quercia, che immette in una larga strada bianca, proveniente da Capocavallo e a destra porta al Podere Campore di Sopra.
 

Ci si dirige verso questo podere, ma facendo un' opportuna deviazione. Infatti 200 m dopo il bivio con la quercia si devia a sinistra su un sentiero che entra di nuovo nel bosco. Mantenendo ancora la sinistra nella successiva biforcazione e ignorando deviazioni (tra cui un sentiero che porta a Capocavallo), si giunge ad una piccola radura attrezzata con tre panchine di legno, contornata da ginestre e roverelle da cui si gode una bella vista sull’intero Monte Tezio. Vale la pena di fare una sosta. Siamo a quota 409 m e a 9,3 km dalla partenza. Ripreso il cammino (sent. 411a) e tenendo la sinistra al prossimo bivio, si sale in un bosco misto dove prevale la roverella. Al km 9,8 c’è un bivio importante con la strada che proviene da Cenerente.
 

Si va a destra per incontrare subito dopo la caratteristica e grande troscia che molti chiamano “del melo”, così importante su questo monte avaro di acqua. La troscia è circoscritta con una staccionata. Nelle sue vicinanze (si segua brevemente l’esile sentiero alla sua sinistra) è stato costruito un simpatico villaggio in miniatura. Ripreso il cammino, ci si immette su una strada forestale che, a destra in discesa, porta al Podere Campore di Sopra (sent. 411d). Uscendo dal bosco, colpisce la luminosità della vasta radura, inusuale per Monte Malbe, occupata da una casa colonica, da vari capannoni, da campi coltivati, solcati dalla sinuosa strada bianca proveniente da Capocavallo e che si imbocca verso sinistra. Al prossimo bivio, caratterizzato da una grande quercia, si va a sinistra e, dopo 150 metri, si rientra nel bosco piegando a destra e quindi subito a sinistra, lasciando definitivamente i campi. Queste deviazioni sono ben segnate.
 

Mantenendosi sul sentiero principale in salita, contornato ora anche da castagni, si torna in breve allo stradone iniziale, che imboccato a sinistra porta alla Villa Galletti, dopo 11,9 km dalla partenza. Nonostante l’itinerario ci abbia portato a scendere e salire infinite volte, il dislivello complessivo supera a malapena i 480 m.