Le neviere di Monte Tezio - MTB

Difficoltà: Mountain Bike: D Dislivello: m. 400 salita/discesa Tempo di percorrenza: 2,3 ore Lunghezza: km 5,82


Come arrivare al punto di partenza del percorso

La partenza avviene dall'area di parcheggio che si trova ai piedi del Parco di Monte Tezio, per raggiungere la quale, provenendo da Perugia o da Magione, dopo aver attraversato il centro abitato di Colle Umberto I in direzione Umbertide, percorsi circa 500 metri si devia a destra, all'altezza dell'area verde prospiciente gli edifici scolastici e si prosegue salendo lungo la comunale di Compresso per circa 3 km.

Come arrivare - Indicazioni stradali


Descrizione itinerario

Lasciato il parcheggio si sale sulla destra seguendo la strada asfaltata, fino a raggiungere il cancello d'ingresso del Parco, superato il quale inizia un tratto sterrato in salita attraverso il bosco, con pendenza abbastanza accentuata. Sul lato destro, sotto la strada, si nota un ampio recinto all'interno del quale alcuni anni fa furono immessi alcuni caprioli, mentre sulla sinistra si supera il bivio del sentiero n. 2 "Miralago". Terminata la salita, dopo circa 800 metri, ci si trova in uno spiazzo con l'InfoPoint dell'Associazione culturale Monti del Tezio; da qui si dipartono tre sentieri. Si prosegue imboccando la strada contrassegnata dal n. 1 "Cima Tezio", che sale attraverso il bosco, con pendenze più o meno accentuate. Dopo aver superato dieci tornanti ed un dislivello complessivo di circa 300 metri, si arriva al limite del bosco dove hanno inizio i prati sommitali. 


Si continua a salire lungo la pista ignorando la prima deviazione a sinistra verso la vicina dolina. Di fronte, in alto, si erge il punto più alto di Monte Tezio(m. 961 s.l.m.); la particolare conformazione del terreno che tutto intorno alla sommità si presenta con l'aspetto di un fossato, dimostra, secondo esperti archeologi, l'esistenza di un "Aggere" o "Cerchiaia", fortificazione sommitale destinata in età protostorica, al controllo visivo delle vallate circostanti. Recenti scavi effettuati dall'Università degli Studi di Perugia hanno confermato questa ipotesi.


Si prosegue sulla pista che attraverso gli estesi ondulati pascoli si dirige verso nord e dopo poco, arrivati in fondo al primo avvallamento, si lascia il tracciato svoltando a sinistra; percorso un breve tratto attraverso il prato in direzione ovest, si giunge alle Neviere.


Quando ancora non esisteva l'industria del freddo, nei mesi invernali in questo luogo la neve veniva ammassata e calpestata per renderla compatta e poi ricoperta con strati di paglia per meglio conservarla. Una volta trasformatasi in ghiaccio questo veniva sezionato in blocchi che, avvolti in sacchi di juta, erano trasportati a valle a dorso di mulo. Da qui, su carri trainati da cavalli, era poi trasferito in città per gli usi civili e domestici (ospedali, trattorie, famiglie).


L'Associazione Culturale Monti del Tezio, consapevole della necessità di salvaguardare questa importante testimonianza storica, dopo aver individuato il luogo dove sorgevano le Neviere, ormai completamente occultato dalla folta vegetazione infestante, grazie al lavoro volontario di alcuni  soci, nell'anno 2001 ha riportato alla luce i resti della costruzione che serviva per l'accumulo e la conservazione della neve.

Le più antiche notizie rintracciate all'Archivio di Stato di Perugia, risalgono al 1669. Da una sorta di avviso pubblicitario apparso sulla "Gazzetta", giornale che si stampava a Perugia  nel 1864, si legge: "Il Conte Oddi Baglioni ha sul Monte Tezio delle buche per la neve e accetta prenotazioni dai caffettieri".
Il recupero del sito, così come ora appare, è stato completato nell'estate 2005, grazie all'intervento di consolidamento e bonifica dell'intera area realizzato dalla Comunità Montana - Associazione dei Comuni Trasimeno Medio Tevere.
(Da "I Quaderni del Monte" - Collana edita dalla Associazione Culturale Monti del Tezio - n. 1 anno 2002: Le Neviere di Monte Tezio).


Dopo un ultimo sguardo al meraviglioso panorama che si apre ad occidente, verso il lago Trasimeno, i monti Amiata e Cetona, le colline e le valli circostanti, risaliti in bici si torna indietro sul prato fino alla pista. Qui si può scegliere un percorso di ritorno più agevole  svoltando a destra e ripercorrendo la stessa strada fatta in salita, ovvero girando a sinistra verso nord per ridiscendere lungo un tracciato più accidentato e con maggiori difficoltà. In questo ultimo caso si riprende la pista che attraverso i prati, con andamento ondulatorio, prosegue in direzione nord verso la Croce della Pieve, che appare di fronte in lontananza, sul crinale della montagna. Raggiunto il fondo del successivo avvallamento, oltre il quale la pista prosegue inerpicandosi fra scogli e pietrisco, si svolta a sinistra per imboccare lo stretto sentiero n. 3 "Le Neviere" che dopo due tornanti iniziali scende tagliando diagonalmente il fianco ovest della montagna. 


L'accentuata pendenza del tracciato, il fondo accidentato ed alcuni passaggi particolarmente difficoltosi richiedono molta prudenza e la necessità di scendere di bicicletta almeno un paio di volte, ultima delle quali nella parte finale, in prossimità dell'Infopoint incontrato durante la salita. Rimane da percorrere l'ultimo tratto di strada sterrata fino al cancello del Parco ormai prossimo al punto di partenza.

Itinerario proposto da: Associazione culturale Monti del Tezio.