Montelabate e i suoi castelli

Difficoltà: E Dislivello: m.286 Tempo di percorrenza: 2,30 ore Lunghezza: km 6,800


Come arrivare al punto di partenza del percorso

Si prende la superstrada E45 verso Cesena, si esce a Bosco, si gira a sinistra e si percorre la S.P. 175 verso l’abitato di Ramazzano, superato il quale, prima di arrivare a Casa del Diavolo, si devia sulla destra per Montelabate. Si segue la strada ed in alto già si delinea la sagoma dell’omonima Abbazia e si parcheggia l’auto nei pressi delle mura.


Descrizione itinerario

Questo itinerario si snoda in uno dei luoghi più affascinanti e incontaminati del territorio perugino. Fra queste colline coperte da oliveti sorge l’antica Abbazia benedettina di Montelabate, uno dei più importanti monumenti del contado perugino e punto di partenza del nostro itinerario.


La visita dell’ex monastero, che si snoda attraverso il silente chiostro, ricostruito nel 1220, la mistica cripta, la suggestiva sala capitolare impreziosita da affreschi del XIII secolo, l’odorosa cantina, la luminosa e ampia chiesa superiore sono un viaggio dell’anima nel tempo e nello spazio. L’escursione ha inizio sulla strada in leggera salita, vietata ai veicoli, che rasenta le mura dell’antico monastero; questa è un’antica direttrice che congiungeva Perugia al territorio eugubino (sent. 202). Le generose fronde verde-argento degli olivi delimitano il sentiero, in lontananza si staglia fra il cielo e i colli la città di Perugia, in basso si possono notare le mura del Castellaccio.


A breve distanza dall’Abbazia, proseguendo sulla strada indicata sopra, si raggiunge un casale abitato, dove è possibile acquistare del formaggio di pecora e, una volta superato, si svolta subito sulla destra per un sentiero che scende in direzione di un evidente cucuzzolo. La via, dividendosi in due, suggerisce una divagazione: tenendosi a destra e giunti ai piedi del poggio, ci si può arrampicare fra la boscaglia e fra pietre rotolate dall’alto. Sulla cima del colle si scoprono ruderi e resti di mura che appartenevano a Castiglione dei figli d’Azzo che più tardi prenderà il nome di Castiglion Fidatto, antichissimo presidio fortificato abbandonato nel Cinquecento. Fra queste case venne stilato il testamento del 996 che consentiva all’Abbazia di prendere possesso di numerosi terreni.


Si ritorna sui propri passi fino alla biforcazione, quindi prendendo l’altra via che aggira il poggio, si arriva ad un prossimo bivio; qui tenendo la destra, su un breve tratto di strada lastricata naturale, si raggiunge casa Libraro, una delle tante case coloniche abbandonate nell’ ultimo dopoguerra. Lungo la via che continua in discesa (nei periodi piovosi è bene prestare attenzione: questo punto può risultare scivoloso) s’incontrano evidenti segnali lasciati dalla fauna presente: caprioli, istrici, cinghiali…


Giunti ad un’ampia radura si prosegue sempre diritto per la strada che rientra nel bosco; poco dopo si prende un sentiero che sale sulla destra e va a costeggiare la parte perimetrale est del Castellaccio (così è chiamato popolarmente il rudere del castello che ha dato il nome alla zona).


Il castello di Montelabate conserva buona parte della cinta muraria; il suo interno, accessibile attraverso l’unica porta, è completamente colonizzato da alberi ad alto fusto. Il castello, a breve distanza dall’Abbazia, nasce nell’età di mezzo come ricovero per i contadini. Proseguendo il sentiero si giunge presso l’edificio che ospita il frantoio e la fattoria dell’azienda agraria annessa all’Abbazia. Imboccando ora la carrozzabile che sale verso l’Abbazia in pochi minuti si ritorna al punto di partenza.




ABBAZIA DI SANTA MARIA IN VALDIPONTE

L’Abbazia di Santa Maria in Valdiponte, questo il nome di origine, già esistente nel X secolo, viene  menzionata in un documento notarile datato 996 dove Giovanni detto Gregorio, al cospetto di uno stuolo di testimoni, lascia i suoi beni al monastero di Valdiponte.
Nel XIII secolo, all’apice del suo prestigio, l’Abbazia era la più grande potenza religiosa ed economica del perugino. L’edificio non ha conosciuto pesanti restauri; la sua mole, le sue pietre hanno la forza di narrarci la storia, in ogni suo angolo il Medioevo è ancora vivo. Nell’anno 1404, quando l’abate Giacomo Mori fu costretto ad abbandonarla, l’Abbazia cadde economicamente in disgrazia.
(Attualmente l’Abbazia è visitabile solo su prenotazione contattando la Società Agricola fondi rustici Montelabate di proprietà della fondazione Gaslini al numero-fax 075/603120.)