Torre Gualterotta e Villa Faggeto - MTB

Difficoltà: Mountain Bike: M Dislivello: m. 500 salita/discesa Tempo di percorrenza: 3,3 ore Lunghezza: km 17,70 Andata e Ritorno


Come arrivare al punto di partenza del percorso

La partenza avviene dall'area di parcheggio che si trova ai piedi del Parco di Monte Tezio, per raggiungere la quale, provenendo da Perugia o da Magione, dopo aver attraversato il centro abitato di Colle Umberto I in direzione Umbertide, percorsi circa 500 metri si devia a destra, all'altezza dell'area verde prospiciente gli edifici scolastici e si prosegue salendo lungo la comunale di Compresso per circa 3 km.

Come arrivare - Indicazioni stradali


Descrizione itinerario

Nella parte alta del parcheggio, si svolta a sinistra lasciando la strada comunale di Compresso e si percorre la vicinale Pantano - Pieve Petroia, una strada pedemontana che ricalca parte dell'antico tracciato viario etrusco che collegava Perugia con Camucia (Cfr. Matteini Chiari: La tomba del Faggeto in territorio perugino - De Luca Editore 1975, pagg. 16, 17, 18). Dopo un tratto in discesa tra boschi ed oliveti ed una sempre più rara presenza di abitazioni, si prosegue su un percorso ondulato ma abbastanza agevole fino a giungere, al termine di una breve discesa, all'incrocio con la comunale che proviene da Maestrello. Subito dopo aver svoltato a destra si nota sul lato sinistro, un agglomerato comprendente la piccola Chiesa di S. Gratignano, di cui si scorge il bel campanile a vela. Sulle sue misteriose origini, da alcuni antichi documenti ecclesiastici, si sa solamente che era chiamato S. Gricignano e che dipendeva dal Capitolo della Cattedrale, fin dal 1163.


Si prosegue lungo una leggera salita al culmine della quale si trova un insediamento rurale con annesso allevamento di bovini, superato il quale si procede in discesa, attraverso campi coltivati, fino a giungere a S. Giovanni del Pantano, piccola frazione sulla provinciale per Pierantonio. La Chiesa parrocchiale, che reca segni della sua antica origine medioevale, presenta affreschi realizzati nel 1948 dal pittore futurista perugino Gerardo Dottori. (Cfr. S. Giovanni del Pantano e il suo intorno - E. Polla 1997, pagg. 31, 32, 33, 34, 35).


Dopo aver attraversato la provinciale all'altezza dell'incrocio, si prosegue diritti per circa 200 metri fino ad imboccare, sulla sinistra, la strada che in salita, lambisce il cimitero di Pantano. Si prosegue poi su fondo sterrato superando sulla sinistra il muro di cinta di un'abitazione e percorrendo un tratto pianeggiante con ampia curva a destra, intorno al "Colle Masso", conosciuto come "la Vedetta". Sulla sinistra si scorge un'ampia visuale sul Monte Tezio e sulla sottostante vallata del torrente Caina. Superata la curva si procede in leggera discesa su un tratto lievemente sinuoso e una successiva curva a sinistra, dopodichè, percorso un breve rettilineo, si supera un bivio proseguendo sulla destra. Dopo aver percorso un ulteriore tratto di circa 350 metri, in corrispondenza di una curva a sinistra, si lascia la strada deviando sulla destra attraverso una piantagione di giovani aceri ed ornielli. Si prosegue in discesa lungo una mulattiera che dopo circa 350 metri raggiunge i ruderi del piccolo castello denominato Torre Gualterotta. L'edificio, da secoli allo stato di rudere, emerge dalla boscaglia proiettandosi in un bel paesaggio pressoché incontaminato, poco lontano da Villa Faggeto, di fronte al Monte Acuto ed a dominio della sottostante valle del Torrente Nese.


Verosimilmente edificato nel XIV secolo, presenta un perimetro lievemente trapezoidale, dal quale sporge verso l'esterno (lato sud) una torre a base quadrata; quest'ultima risulta essere alquanto più antica della rimanente costruzione, come conferma la modesta rotazione planimetrica del volume edificato in secondo tempo e la discontinuità del suo tessuto murario semplicemente addossato alla costruzione più elevata. L'arcuata porta principale del castello, configurata a sesto acuto e ubicata accanto alla torre, dava accesso a un cortile definito, sul lato orientale, da un altro corpo di fabbrica oggi scomparso. Di esse rimane l'alta muraglia di basamento nascosta nella macchia (lato est) unitamente ai segni della sua copertura, un tempo addossata sulla facciata orientale della torre.


Il castello era costituito da un seminterrato, da un piano terreno, da un primo e da un secondo piano. Tutti i solai sono crollati; scomparsa ogni traccia della copertura. Soltanto la torre lascia intravedere, tra la vegetazione, residui del manto del tetto probabilmente in lastre lapidee.
La Torre Gualterotta da alcuni lustri è stata acquistata da un cittadino inglese che, in previsione di un restauro, ne aveva iniziato il recupero del materiale da costruzione crollato e oggi accumulato nel cortile ma, purtroppo, di tale proprietario, da qualche anno si è perduta ogni traccia.
(Da "I Quaderni del Monte" - Collana edita dalla Associazione Culturale Monti del Tezio n. 5 anno 2005: Tomba Etrusca del Faggeto e Torre Gualterotta - Prof. A. Frittelli)
Ripresa la bici, si risale il campo di giovani aceri e giunti alla strada sterrata si prende a destra, dopo poche centinaia di metri si raggiunge il rudere di Villa Faggeto.
E' d'obbligo fermarsi, non fosse altro che per ammirare ciò che rimane del piazzale antistante la casa.


Un giardino con tanto di vasca, due palme ormai quasi completamente soffocate dai rovi ed una serie di aiuole fanno solo immaginare quanto originale doveva essere al tempo del suo splendore.
La facciata della villa è ormai in condizioni disperate e dal portale d'ingresso, ormai vuoto si intravede il muro di un salone rosso antico, purtroppo  scolorito dalle intemperie che non avendo più freno dal tetto crollato hanno fatto scempio di quanto di romantico si poteva vedere in quel luogo.


E' triste ed allo stesso tempo affascinante, ma è bene proseguire.
La strada si restringe e subito dopo la villa al primo bivio si prende sulla destra in discesa; ora si è completamente circondati dai rovi che, nella stagione estiva offrono more succulente ed in abbondanza.
La strada prosegue ancora in discesa, dolce e rilassante anche se il fondo a tratti è notevolmente impegnativo.
Tra la vegetazione si può ammirare una veduta diversa della Torre Gualterotta, illuminata dai raggi del sole e ben visibile tra i rovi che l'avviluppano.
Alla sua sinistra la mole inconfondibile ed imponente del Monte Acuto domina il favoloso scenario.


Si supera il casale oggi restaurato "Casale Poggio" e dopo non molto ancora il casale abitato "Le Casuccie".
Si giunge così, quasi in un attimo, tanto distratti dalla bellezza del luogo, al piano, si supera su un simpatico e vecchio ponte dal parapetto in tubi di ferro il torrente Nese, poco a valle della confluenza con il torrente Feriano, si attraversa l'amena valle e si guadagna la strada asfaltata che alla destra porta con rilassanti pedalate, al bivio che a sinistra conduce ad Umbertide e sulla destra alla salita, superata la quale, ci si ritrova a San Giovanni del Pantano.
Rifacendo a questo punto la strada dell'andata si ritorna al parcheggio del Parco.

Itinerario proposto da: Associazione culturale Monti del Tezio.