Abbazia di Montelabate



Antica ed imponente abbazia benedettina, domina i terreni della vasta tenuta agricola di cui fa parte. Al suo interno troviamo uno splendido chiostro, dal quale poi si accede all’antichissima cripta, all’affrescata Sala del Capitolo e ad una suggestiva cantina ricavata in quella che probabilmente era la chiesa inferiore.


Un documento del 993 attesta la donazione di un terreno al Monastero di Santa Maria di Valdiponte, che solo nel 1749 comparirà, per la prima volta, con il nome di Montelabate, derivante da un vicino castello.


Quindi, la sua fondazione è sicuramente antecedente l'anno 1000. Dopo la fine dell'Impero Romano le abbazie costituivano un importante punto di riferimento per la popolazione. L'Abbazia di Montelabate controllava circa 40 parrocchie. Il primo abate di cui sia noto il nome fu l'abate Pietro, che qui ristabilì la rigorosa regola benedettina.


La sua tomba è situata dietro l'altare della chiesa superioreQui sono presenti altri due altari laterali, sopra i quali sono posti gli affreschi attribuibili a Fiorenzo di Lorenzo e Bartolomeo Caporali, o alle loro scuole. L'abate Trasmondo, eletto nel 1267, è invece raffigurato negli affreschi della Sala del Capitolo.


A partire dal XV secolo i sentimenti nei confronti delle abbazie iniziarono a cambiare e queste persero la propria autonomia. Nel 1400 cominciarono a susseguirsi degli abati accomandatari, meri esecutori delle indicazioni pontificie.


Verso la metà del XVII secolo il cardinale Filippo Monti vi introdusse i cistercensi, i quali ridiedero vita all'abbazia. Nel 1860 però, con l'unità d'Italia, i cistercensi vennero cacciati e l’abbazia venne venduta al marchese Medici che la trasformò in villa e fattoria. Nel 1959 fu acquistata dal senatore Gaslini ed è ancora oggi proprietà della Fondazione Gaslini di Genova.


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