Abbazia di San Salvatore di Monte Corona



L'Abbazia di San Salvatore di Montecorona fu fondata, secondo tradizione, da San Romualdo il quale, poco dopo l'anno 1000 vi realizzò un semplice eremo che poco dopo divenne centro di notevole importanza sia religiosa che economica (dopo poco più di due secoli aveva giurisdizione su 21 chiese).


Originariamente l'Abbazia fu abitata dai monaci Camaldolesi, ma successivamente fu concessa ai monaci Cistercensi (1234). Tornò poi ai Camaldolesi nel 1523 e divenne casa madre dell'Ordine Benedettino della Compagnia di San Romualdo. Dopo 9 anni, per osservare in maniera più corretta la regola monacale, venne cominciata l'edificazione dell'Eremo alla sommità di Montecorona: l'eremo divenne così centro di vita spirituale e l'Abbazia luogo di vita cenobitica ma anche economica (tra l'altro vi era una rinomata farmacia che commerciava medicamenti ottenuti dalle erbe officinali della zona).


Dominata dall'inconfondibile campanile a pianta ottogonale, la chiesa di impostazione romanica con pianta a tre navate fu consacrata nel 1105. Successivamente fu parzialmente distrutta e poi nuovamente ampliata. Di notevole suggestione la cripta a cinque navate e tre absidi sovrastate da volte a crociera sorrette da colonne romane e/o altomedievali tutte diverse l'una dall'altra.


Altro elemento di pregio il ciborio dell'VIII secolo proveniente dalla chiesetta di San Giuliano delle Pignatte e collocato nell'Abbazia solo in occasione dei lavori di ripristino del 1959.


Torna alla pagina iniziale dell'itinerario Monte Corona