Castello di Procoio



Castel Procoio o Procopio. Castello di pendio situato sulle falde di Monte Tezio a m. 580 di altitudine. Come altri castelli dell'Umbria, nasce villaggio rurale aperto (senza recinzione); successivamente, allo scopo di difendere i raccolti, gli armenti e gli abitanti della zona, viene fortificato da spesse mura e torri di fiancheggiamento. Da ricerche storiche effettuate da Giovanna Casagrande, è provato che nel 1258 esistevano nella zona due distinte ville denominate rispettivamente Migiana superiore di Monte Tezio e Migiana San Pietro di Monte Tezio, entrambe tassate per 9 focolari (cioè famiglie), mentre la chiesa parrocchiale di San Pietro è menzionata sin dal 1163. La stessa località viene ancora citata come villa negli anni 1282, 1380, 1410, 1438 e solo nel 1496 e 1499 viene menzionata come castrum (castello).

Dalle stesse ricerche risulta infatti che la costruzione del fortilizio ebbe inizio nel 1455; nel 1473, non essendo ancora ultimata, gli abitanti di Migiana chiesero ed ottennero dal Comune di Perugia, 30 fiorini per poterla completare. Nel 1480 la comunità di Migiana tornò a supplicare il Comune di Perugia per una sovvenzione di altri 30 fiorini alfine di poter "mettere in quadro" il castello con una torre per ogni angolo; Priori e Camerari delle arti ne concessero soltanto 25. Nel 1481 si richiese altra sovvenzione per costruire un pozzo o una cisterna ma, nonostante la spesa di 600 fiorini sostenuta dagli abitanti della zona ed i 55 elargiti dal Comune, il castello rimase incompiuto; ancora oggi, in corrispondenza degli angoli nord - est e nord - ovest, si osservano le predisposte ammorsature per le due torri mai costruite.

Di recente, dopo decenni in completo abbandono, sono iniziati lavori per la messa in sicurezza e la ristrutturazione del castello. Una "lettura" esterna di esso ne rivela comunque le fasi costruttive. Il nucleo primitivo è quello corrispondente all'angolo nord - ovest, nato probabilmente come casa - forte alla quale, successivamente, sono state aggiunte su tre lati le cortine e le due cilindriche torri angolari. L'ingresso originale era quello situato sul lato est, la cui porta rimaneggiata e semisepolta da macerie, era sormontata da alcuni beccatelli dei quali si scorge traccia, realizzati a sostegno dell'apparato di difesa piombante (beccatelli, merli e caditoie). L'attuale porta situata sul lato ovest, unitamente al portico e alla loggia soprastante, sono stati realizzati in epoca successiva come pure tutte le finestre esterne aperte mediante taglio in breccia delle murature. La secolare mancata manutenzione del manufatto, indispensabile per arginare l'azione aggressiva degli agenti atmosferici, combinata con l'estrema povertà delle malte impiegate nella costruzione, hanno prodotto in più punti la caduta di cospicue quantità di materiale lapideo; un tratto di parete prospiciente il vicolo interno è crollata come pure quasi tutte le coperture.

In occasione dei lavori di restauro iniziati a metà degli anni 80 del '900 e successivamente bloccati dalla Soprintendenza, è stata aggiunta la prima arcata di sinistra del portico  e forse in tale occasione è stata demolita la piccola chiesa, dedicata a Santa Eurasia, protettrice delle messi, che era situata all'esterno del castello in prossimità dell'angolo nord - ovest.

Da "I Quaderni del Monte" - Collana edita dalla Associazione Culturale Monti del Tezio - n. 4 anno 2004: Il Romitorio e Castel Procoio - Prof. A. Frittelli)

Recentemente, la struttura è stata recuperata: una parte a scopo ricettivo e una parte a residenza privata.

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