Civitella d'Arna



Civitella d'Arna, come il vicino Castel d’Arno, deve sicuramente le sue origini all'antichissimo popolo degli Umbri; furono poi gli Etruschi, dal V-IV secolo a.C., i principali artefici del suo sviluppo.
La città di Arna conobbe un ulteriore sviluppo durante il periodo romano e intorno al VI secolo era sede vescovile.
Nel VI secolo, cominciò anche il suo declino, con le devastazioni portate dai conflitti fra Bizantini e Longobardi.
Solo nel XIII secolo si assiste ad una rinascita, quando viene ultimato il castello di Civitella d'Arna, iniziato quasi due secoli prima, in cima al colle, sulle antiche rovine: esso ha come fondamenta le mura di antiche cisterne romane, di cui è possibile osservare i resti. Altre importanti cisterne romane sono ubicate nei sotterranei dell’ex residenza dei Padri Filippini.
Più volte modificato per ospitare i signori locali, i Sozi, i Degli Azzi Vitelleschi, gli Spinola, il castello conserva il bastione di ingresso ed un arco del XIV secolo. Nelle mura esterne, sono ancor oggi osservabili dei resti etrusco-romani.
Un gran numero di reperti e testimonianze delle epoche passate, qui rinvenuti, sono oggi custoditi presso il Museo Archeologico di Perugia.
La chiesa parrocchiale, all'interno del castello, risale invece al XIX secolo ed in essa sono conservati un gonfalone del 1492, attribuito a Bartolomeo Caporali, una tavola del pittore perugino Domenico Bruschi, un crocifisso del XIX secolo, una formella di ceramica di Deruta della fine del 1500, un affresco attribuito a Giannicola di Paolo, allievo del Perugino, nonché le tre campane in bronzo, del peso di 536, 264 e 127 kg, realizzate nel 1850, protagoniste di una suggestiva rievocazione storica che ha luogo ogni anno a Civitella d'Arna.