Monte Acuto e i Castellieri



Percorrendo oggi la valle del Tevere salta agli occhi la mole del Monte Acuto che si erge quasi isolato e a forma di cono sulla pianeggiante valle sottostante.

La posizione strategica di questa montagna era già conosciuta nel passato. A conferma di questo, lungo l’itinerario è possibile riscoprire le evidenti tracce di un castelliere denominato Cima Cerchiaia. Questa struttura di età protostorica, sfruttando la particolare morfologia dell’area, serviva a tenere sotto controllo visivo il territorio pedemontano sottostante. I resti della muraglia a secco limitano una superficie ellittica denominata localmente “cerchiaia”. Anche alla sommità di Monte Acuto era presente un presidio che faceva parte della rete di avvistamento e difesa delle vie di comunicazione che attraversavano il confine tra il territorio etrusco e quello umbro, ossia il fiume Tevere.

Successivamente tra il VI e IV sec. a.C. la vetta di Monte Acuto è divenuta sede di un santuario di altura dedicato a una divinità protettrice delle attività agricole e pastorali. Durante gli scavi svolti dalla Soprintendenza ai beni archeologici nel 1995 sono stati rinvenuti numerosi bronzetti votivi a testimonianza del culto propiziatorio che lì si praticava.

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