Villa del Colle del Cardinale



Si accede alla Villa tramite un lungo viale in pendenza, al termine del quale si erge imponente la struttura compatta, nella pianta rettangolare, che si sviluppa su tre piani e mezzo fuori terra: piano rialzato, primo piano nobile, secondo piano sottotetto oltre al seminterrato. All'esterno, sulle direttrici delle diagonali, sorgono quattro costruzioni angolari: il bagno del Cardinale con la biblioteca, l'uccelliera del giardino d'inverno con la selleria, uno studio, un soggiorno per ospiti. I vani, all'interno, sono caratterizzati da coperture a botte e a padiglione, di superficie assai ampia; un grande corridoio disimpegna, ai piani, due gruppi simmetrici di ambienti, conducendo al vestibolo rettangolare di accesso allo scalone, al torrino, alla scala di servizio.

Al piano nobile è situato il magnifico Salone d'Onore, con il soffitto ligneo cassettonato a sfondamento, intagliato ed a policromie e dorature che sembra realizzarsi da un'idea progettuale già sperimentata dell'Alessi in San Pietro a Perugia. Sui fianchi si aprono altre camere e salotti che, a volte, recano i segni di aggiunte decorative posteriori (secc. XVIII-XIX), ma tutte armoniosamente inserite, come gli arredi tessili alle pareti, ormai frammentari. Al piano superiore si accede dai vani del mezzanino, adibiti a camere per gli ospiti; il piano rialzato conteneva ampi vestiboli adorni delle più celebri incisioni, sale di conversazione, da ballo, ed anche, volendo, per un teatrino di campagna (MS - Avviso ai Forastieri, Arch. Oddi Baglioni, 1842).

Gli ampi spazi del seminterrato per le cucine, dispense, lavanderie, ecc., permettono l'accesso interno al pozzo e la comunicazione sotterranea agli edifici angolari; una particolare salle à manger decorata a trompe l'oeil da Carlo Labruzzi (1747-1817), riferisce di interventi d'uso e di gusto, operati dai successivi proprietari. Il filo narratore che conduce alla visita, è anche il ricco ciclo pittorico firmato e datato da Salvio Savini nel 1581, un anno dopo quello di Città della Pieve. Pittore preferito dalla corte dei Della Corgna, il Savini fa parte della schiera manierista. Malgrado la vastità della superficie trattata, dà inizialmente la sensazione di una compresenza discreta, da scoprire adagio, nelle grafie sottili di fantasmagoriche allusioni simboliche, delle grottesche, nelle citazioni storico-familiari della committenza. Nel 1645 Fulvio IV della Corgna vendette tutta la proprietà a Cornelio II Oddi, per ventiseimila scudi; nel passaggio la Villa, continua il suo ruolo di luogo di cultura, molto amata, ben frequentata, un po' variata nelle decorazioni e negli arredi, sia all'interno che all'esterno, secondo il volgere del gusto.

Si possono ben notare, infatti, i modi del tardo settecento, del neoclassico, nonché i temi cari alla cultura romantica. Il Cavalier Cesaroni facoltoso imprenditore perugino, e penultimo proprietario dal 1891, vi apportò migliorie e restauri, curando molto lo stato conservativo del giardino e del parco; attento alle novità del tempo, il Cesaroni, come già gli Oddi Baglioni, fece eseguire una documentazione fotografica, oggi veramente preziosa, con ampie vedute della Villa, del giardino e del parco. Tutto fu poi acquisito dall'avvocato Luigi Parodi, padre di Anna Parodi Monaco di Lapio ultima proprietaria, che con grandi possibilità e varie conoscenze culturali aprì la Villa alle migliori frequentazioni letterarie del tempo. La Villa è dotata di un grande parco di circa 13 ettari che la continuità abitativa ha preservato, nel tempo, da una sicura rovina. Negli ultimi vent'anni, comunque, un degrado generale, per mancanza di manutenzione, ha segnato gran parte degli annessi, gli elementi decorativi e di arredo lapideo del giardino e i sotterranei.

L'antico impianto cinquecentesco prevedeva un giardino all'italiana, coevo a magnifici esempi romani, sul fianco nord della Villa, ancora leggibile in una mappa del Catasto del geometra Andrea Chiesa del 1727-1734, ed una zona di orti, frutteti, uliveti, atti al fabbisogno. Con gli Oddi Baglioni si apportarono grandi cambiamenti al parco, tra il 1729 ed il 1795, con un progetto in stile francese di cui si conoscono i disegni originali firmati dal celebre Capitano Adriani e dall'Architetto Giuseppe Alemanni. Ad inizio Ottocento, una parte del parco fu ridisegnata in senso romantico all'inglese. Nel 1819 anche l'Imperatore Francesco I e Carlotta di Baviera vi si recarono in visita, e Francesco Ansidei, nel 1835, ne fece un'accurata ed ammirata descrizione nel poemetto La Villa del Colle, dedicato alla Contessa Lavinia Oddi Baglioni.

Il complesso naturalistico, oltre alla sua straordinaria bellezza ed agli indiscussi pregi storico artistici, ancora oggi, riveste una grande importanza scientifica per la varietà e la ricchezza delle specie botaniche, oggetto di recenti studi a cura della Facoltà di Agraria dell'Università di Perugia. La Villa del Colle del Cardinale, nel 1996, è stata acquistata dal Demanio dello Stato ai fini della sua tutela e valorizzazione nel territorio.

Per le visite, contattare la Segreteria della Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici dell'Umbria, tel. 075 5750603; email dr-umbria@beniculturali.it.

Foto by Mauro Bifani @ Panoramio

Torna alla pagina iniziale dell'itinerario La tomba etrusca del Faggeto